Tutela dei fruitori

Consumerismo è una parola nata recentemente, un neologismo che ha origine dalla parola inglese consumer e rappresenta gli interessi e la tutela del diritto dei consumatori. La storia ha inizio negli Stati Uniti a fine ‘800 dove nacquero le prime associazioni col fine di tutelare i diritti di alcune persone che furono danneggiate dalla diffusione di prodotti alimentari avariati. Per l’ordinamento italiano e comunitario si intende il consumatore ovvero una persona fisica che acquista beni materiali e servizi per uso privato da un soggetto commerciale. La conoscenza del settore è propria dell’Azienda e non del Consumatore, per cui i rapporti che nascono tra persona fisica che acquista un servizio o un prodotto, necessitano di una particolare attenzione, per assicurare la trasparenza contrattuale e la massima conoscenza di ciò che viene acquistato. Le Direttive Europee recepite dal Codice Civile nell’ambito del consumerismo sono molto efficaci e forniscono gli strumenti di tutela del Consumatore.
In Italia il 23 ottobre 2005 è entrato in vigore il Codice del Consumo ed ha come aspetto fondamentale la tutela dei diritti e gli interessi dei cittadini, la conoscenza di quanto si acquista, di ciò che si propone e che viene offerto da parte dell’Azienda che fornisce il bene o il servizio. All’Azienda viene imposta la trasparenza riguardo l’informazione dei propri prodotti nonchè i diritti fondamentali alla salute, alla sicurezza, alla difesa economica, alla difesa legale, alla rappresentanza. Ma quando parliamo di arte o cultura non siamo dei consumatori anche se spesso vi è l’intenzione di farlo credere, siamo dei fruitori. La musica, l’arte, la pittura, la scultura, la cinematografia non possiamo pensare che siano beni consumabili, in senso metaforico l’arte è un fiore che non può essere colto ma solo percepito da uno dei cinque sensi. Come consumatori e nessuno è escluso, abbiamo ottenuto un grado importantissimo di tutela con il sostegno delle Autorità di competenza, la rappresentanza offerta dalle associazioni. Abbiamo inoltre percepito un ricco patrimonio legislativo europeo che garantisce un’ottima equità di rapporto tra azienda e privati, e comunque siamo costantemente minacciati da ogni forma di marketing aggressivo che sfiorano la truffa. Ma in ambito culturale il grado di tutela è sempre a rischio, esiste la salvaguardia del diritto d’autore e la tutela di chi opera nel sistema imprenditoriale ma non esiste la Tutela dei diritti dei fruitori di qualsiasi forma d’arte.
In pochi anni siamo stati invasi da nuovissime tecnologie, abbiamo assistito e siamo stati attori e spettatori della terza rivoluzione industriale, il Mondo ha assunto una posizione completamente diversa in pochissimi anni. Contro le aziende che operano con tecniche marketing iper-agressive contro le frodi informatiche: dall’acquisto dei biglietti online, di cui è caduta vittima anche una grossa società sportiva, non valutando attentamente il rischio causato nella compra-vendita (illecita) online dei ticket per gli incontri di calcio, alla pubblicazione dei dati d’ascolto errati e non veritieri, che non corrispondono alla realtà, che influiscono sulla scelta artistica. Mancano gli strumenti di tutela contro la pubblicazioni di opere degli utenti privati ad esempio fotografie poste sui social che vengono utilizzate da aziende senza nessuna autorizzazione ma solo perchè rese pubbliche tramite liberatorie da chi gestisce i portali. Ma soprattutto occorre prestare una particolare attenzione alla salvaguardia e tutela del diritto di chi non ha mezzi economici per sviluppare, apprendere e formare il proprio talento. Verificare e ostacolare gli oligopoli e monopoli nei poli culturali e di mercato. Questi sono alcuni fattori che potrebbero migliorare la nostra esistenza e trasmettere alcuni valori ai nostri posteri, che invece si stanno perdendo.
Occorre inserire nel nostro vocabolario la parola fruiterismo, far nascere associazioni e comitati che si occupino di tenere vivo il nostro interesse e la nostra passione per la tutela del nostro patrimonio intellettuale. Che questi enti siano interlucotori e possano collaborare con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con Polizia Postale e SIAE, Antitrust e Agicom per migliorare il panorama normativo. Che rappresentino l’interesse del cittadino e non solo di chi opera nel settore, come recita il testo di riferimento il Codice alla comunicazione digitale.
Che siano conservate: la tutela della proprietà intellettuale, dei diritti alle nuove tecnologie, dalla diffusione di false informazioni, la tutela del diritto d’autore, la tutela dei minori per i programmi tv e per la navigazione in rete, le tutela del diritto in materia di televendite e di frodi riguardanti l’arte e le collezioni, la tutela e violazione del diritto d’autore nell’era della comunicazione digitale, la tutela alla Pubblicità ingannevole e Privacy. Allo scopo di sensibilizzare, rendere sempre corresponsabili le persone, che aumenti la fiducia reciproca per uscire da uno stato caotico che ancora condiziona la nostra vita.

#NICOLARIZZOLI

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